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Confindustria: PMI e sostenibilità ambientale

Il tema della sostenibilità ambientale è sempre più preso in considerazione dalle aziende. Un esempio recente di questo interesse è il Manifesto sulla responsabilità sociale d’impresa per l’Industria 4.0, presentato da Confindustria alle Assise Generali del 2018. Vediamo di cosa si tratta.

Lo sviluppo sostenibile

Sulla sostenibilità ambientale e sulla tutela ecologica Confindustria ha stilato un vero e proprio decalogo. Si tratta di dieci linee guida pensate per orientare le aziende lungo un percorso che porta alla responsabilità sociale d’impresa come un fattore strategico competitivo. Gli assi vincenti passano anche attraverso lo sviluppo sostenibile. Tra i principali obiettivi fissati dal manifesto c’è quello della crescita inclusiva, che in concreto deve tradursi con più lavoro e quindi più benessere e produttività. Un altro punto importante è l’investimento sulla sostenibilità delle infrastrutture come elemento chiave per lo sviluppo delle imprese. In questo panorama l’utilizzo e il consumo delle rinnovabili gioca un ruolo fondamentale.

L’impatto ambientale

La sostenibilità ambientale, mai come ora, rappresenta non una moda passeggera, ma una scelta responsabile, consapevole e strategica da parte di un’azienda. Avere a cuore lo sviluppo di un business a basso impatto ambientale non è solo un modo per attirare sempre più investitori e consumatori. Le imprese di piccole e medie dimensioni che intendono mettere in pratica una filosofia green sono quelle capaci di ottimizzare processi e prodotti per ridurne il più possibile le ricadute sull’ambiente. Questa decisione si rivela nel tempo vantaggiosa anche perché permette a un’azienda di risparmiare, alla lunga, sui costi.

La salvaguardia ambientale

La sostenibilità ambientale è un traguardo che l’Italia si è posta non solo in ambito industriale. La speranza per il nostro Paese è di arrivare, entro il 2050, al 100% delle energie rinnovabili utilizzate per generare energia elettrica e centrali per la salvaguardia ambientale. Secondo un recente studio condotto da alcuni ricercatori delle università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus, l’obiettivo dell’80% del fabbisogno soddisfatto da fonti di energia pulita potrebbe essere centrato già nel 2030, coprendo il rimanente 20% nel ventennio successivo. Anche alla luce di simili indagini enti e associazioni di settore hanno ribadito l’importanza strategica di settori come l’eolico e il fotovoltaico residenziale e industriale.

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